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STORIA: 111 anni di storia, buon compleanno Lancia

111 anni di un marchio che è leggenda.

 

Il 27 novembre del 1906, Vincenzo Lancia – già giovanissimo meccanico, poi pilota con i colori della Fiat – coronò il sogno di costruire automobili in proprio, fondando con Claudio Fogolin la Lancia & C.. Quel giorno prese vita un marchio leggendario, oggi al suo 111° compleanno.

I primi anni. La prima auto, a dire il vero, venne alla luce solo nell’autunno del 1907, quando iniziarono i test su strada della 12 HP, in un secondo momento chiamata Alpha. Iniziò così una lunga serie di modelli battezzati con l’alfabeto greco (ma non mancarono nomi di donne, località e vie consolari). Una serie proseguita fino a oggi con la Ypsilon, ultimo baluardo della Casa torinese. Quella del marchio Lancia, del resto, è una storia fatta di tradizione. Di eleganza, certo, ma anche di innovazione: fin dagli esordi, la Lancia mostrò al mondo soluzioni tecnologiche d’avanguardia. La Lambda del 1922, per esempio, fu la prima auto al mondo dotata di scocca portante e sospensioni a ruote indipendenti. I 4 cilindri a V stretta e i V6 comparvero per la prima volta proprio sulle auto della Casa torinese. E il retrotreno a ruote indipendenti e balestra trasversale debuttò sull’Aprilia, nel 1937. Quando quest’ultima entrò in produzione, il 24 febbraio, Vincenzo Lancia era morto da pochi giorni.

La Formula 1 e l’addio dei Lancia. Gli succedette il figlio Gianni, al quale si devono i primi interessi agonistici del marchio. Fu lui a portare, nel 1954, la Lancia in Formula 1, ma l’avventura si concluse anzitempo: la scuderia si ritirò dalle gare nel maggio del 1955, in segno di lutto per la morte del pilota di punta, Alberto Ascari. In quegli stessi anni, d’altra parte, l’azienda finì nella mani dell’industriale Carlo Pesenti, poco interessato alle gare. Ma il valore della monoposto D50 emerse nella stagione successiva quando, ceduto l’intero reparto corse alla Ferrari, venne portata alla vittoria del titolo mondiale da Juan Manuel Fangio.

L’era Fiat. Lo stesso Pesenti avrebbe poi ceduto la Lancia alla Fiat nel 1969, per una cifra simbolica. Il resto è storia nota: la nuova proprietà portò il marchio ai massimi livelli nel mondo dei rally, come abbiamo ricordato di recente, con vetture diventate leggenda. Almeno fino ai primi anni 90, quando le ambizioni agonistiche del gruppo si spostarono progressivamente sull’Alfa Romeo. Da allora, da Torino tennero ben distinti i caratteri dei due marchi, evitando sovrapposizioni: sportive e dinamiche le auto del Biscione, eleganti e ricercate le Lancia. 

Le difficoltà. Nel nuovo millennio, purtroppo, è venuto meno l’interesse dei mercati esteri per i modelli Lancia, peraltro ridotti a una gamma minima. E le operazioni di rebadging di alcune Chrysler si sono rivelate un flop. Oggi rimane a listino solo la Ypsilon, ormai venduta solo in Italia: negli altri Paesi, FCA ha chiuso la rete di vendita. I lancisti ne chiedono a gran voce un rilancio, al pari di quanto finora fatto in casa Alfa. Del resto, è ancora vivo il ricordo delle grandi icone Lancia, che raccontiamo nella nostra gallery. 

 

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