Autore Topic: La Storia della FERRARI  (Letto 2633 volte)

Dariofast

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La Storia della FERRARI
« il: Settembre 30, 2014, 07:14:59 pm »

Ferrari

Ferrari S.p.A. è una casa automobilistica italiana, fondata da Enzo Ferrari, che produce autovetture sportive d'alta fascia e da gara; essa gestisce, tra l'altro, una delle più titolate squadre sportive impegnate nelle competizioni automobilistiche del mondo, la Scuderia Ferrari. La sede dell'azienda è situata a Maranello, in provincia di Modena ed è guidata, dal 1991, da Luca Cordero di Montezemolo, ex presidente di Confindustria e del Gruppo Fiat, fino al 13 ottobre 2014. Prossimo presidente sarà Sergio Marchionne, amministratore delegato di Fiat S.p.A.

Il simbolo ufficiale, storicamente rappresentato da un cavallino rampante, è attribuibile a quello dell'aviatore romagnolo ed asso della prima guerra mondiale Francesco Baracca (1888-1918) ceduto personalmente dalla madre nel 1923 come portafortuna ad Enzo Ferrari e da allora diventato emblema del marchio Ferrari e dello stesso reparto corse.

Nel 2013 e 2014 il marchio Ferrari viene riconosciuto come il più influente al mondo: è il 35° marchio con più valore ossia quattro miliardi di dollari










Enzo Ferrari

Enzo Anselmo Ferrari (Modena, 18 febbraio 1898 – Modena, 14 agosto 1988) è stato un imprenditore, ingegnere e pilota automobilistico italiano, fondatore della casa automobilistica che porta il suo nome, la cui sezione sportiva, la Scuderia Ferrari, conquistò, lui vivente, 9 campionati del mondo piloti di Formula 1 e 15 totali.

Infanzia e giovinezza

Secondo quanto raccontato da lui stesso, Enzo Ferrari nacque a Modena il 18 febbraio 1898, ma, a seguito di una fortissima nevicata che bloccò le strade, la sua nascita fu registrata dal padre con due giorni di ritardo mutando così la data ufficiale di nascita nel 20 febbraio.[1]

La notizia della nevicata però non trova riscontro dalle osservazioni meteorologiche di quel giorno, in cui secondo l'Osservatorio Geofisico dell'Università di Modena e Reggio Emilia si registrò una temperatura minima di -1.8 °C e massima di +10.8 °C, senza alcun fenomeno nevoso in quel giorno e anche nell'intero mese di febbraio.[2]

La famiglia Ferrari sperava in una figlia femmina, visto che l'erede designato era il primogenito Alfredo Junior detto Dino (da non confondere con l'omonimo figlio di Enzo). La madre Adalgisa Bisbini era originaria di Forlì, mentre il padre Alfredo era di Carpi in provincia di Modena. La famiglia viveva in via Paolo Ferrari 85, nella casa adiacente all'officina meccanica di Alfredo, che lavorava per le vicine ferrovie; il complesso abitativo, unitamente a una nuova galleria espositiva, è attualmente sede del Museo casa Enzo Ferrari.

A differenza del fratello maggiore Alfredo, Enzo aveva un rendimento scolastico piuttosto scarso e allo studio preferiva lavorare nell'officina del padre (ne fu un esempio la partecipazione alla realizzazione della pensilina della stazione di Giulianova (1914)[3]), che l'avrebbe voluto ingegnere, sognando di poter attuare una delle sue passioni adolescenziali. Infatti avrebbe voluto divenire tenore d'operetta o giornalista sportivo o pilota automobilistico. Compì le prime esperienze di guida sulla Diatto di famiglia e il 16 novembre 1914 riuscì a far pubblicare il suo resoconto della partita di calcio Modena-Inter sulla Gazzetta dello Sport.[4]

Nel 1915 perse il padre a causa di una polmonite; l'anno seguente morì anche il fratello Alfredo, partito volontario allo scoppio della Grande guerra. In attesa di essere chiamato alle armi, grazie alla sua conoscenza delle macchine utensili, il diciottenne trovò impiego, in qualità di istruttore, presso l'Officina Pompieri di Modena, ove si tenevano corsi per la preparazione di operai da utilizzare nelle industrie ausiliarie. Nel 1917 venne arruolato nel Regio Esercito e assegnato al 3º Reggimento d'artiglieria alpina, ma lo stesso anno fu congedato a causa di una pleurite.[4]
L'attività lavorativa

Ripresosi dalla malattia, dopo un lungo ricovero nella sezione "incurabili" del nosocomio bolognese, con una lettera di raccomandazione datagli dal comandante del suo corpo, Enzo Ferrari si presentò a Torino e chiese di essere assunto presso la FIAT, ottenendo un cortese diniego dal direttore del personale Diego Soria.
« Era l'inverno 1918-1919, rigidissimo, lo ricordo con grande pena. Mi ritrovai per strada, i vestiti mi si gelavano addosso. Attraversando il Parco del Valentino, dopo aver spazzato la neve con la mano, mi lasciai cadere su una panchina. Ero solo, mio padre e mio fratello non c'erano più. Lo sconforto mi vinse e piansi. »
(Enzo Ferrari, al rifiuto di assunzione in FIAT[4])

Non si perse d'animo e trovò occupazione nella Carrozzeria Giovannoni di Torino, specializzata nel recupero di autocarri leggeri del tipo Lancia Zeta-12/15HP o Fiat Brevetti, dismessi dall'uso bellico. Demolite le carrozzerie, gli autotelai venivano ricondizionati e consegnati alla Carrozzeria Italo-Argentina di Milano che provvedeva a trasformarli in torpedo o coupé de ville di lusso. Compito del giovane Ferrari, oltre al lavoro d'officina, era quello di collaudare gli autotelai ricondizionati e consegnarli alla committente nel capoluogo lombardo. Divenne così un provetto guidatore. La domanda di autotelai recuperati, però, si affievolì in pochi mesi, man mano che le case automobilistiche venivano progressivamente riconvertite alla produzione civile, lasciando intravedere a Ferrari la non lontana disoccupazione.

Fu durante una delle sue trasferte a Milano che alla fine del 1919, trovò occupazione in una piccola impresa meccanica milanese, la CMN, della quale era socio l'amico Ugo Sivocci, conosciuto casualmente da Ferrari nel Bar Vittorio Emanuele di via Orefici. Sivocci prese a cuore la situazione di quel ragazzo squattrinato, prendendolo come assistente al collaudo. La prima competizione importante cui partecipò fu la X Targa Florio, ma con scarso successo. La sua CMN 15/20HP, infatti, fu attorniata da dimostranti durante una manifestazione politica e Ferrari riuscì a raggiungere Palermo quando i cronometristi avevano ormai abbandonate le loro postazioni.[5]
Enzo Ferrari, primo a sinistra, in compagnia di Prospero Gianferrari, Tazio Nuvolari e Achille Varzi, piloti Alfa Romeo (1930 circa)

Nel 1920 cominciò a correre con l'Alfa Romeo, che all'epoca era un club per Gentlemen Driver. Nel 1923 Ferrari vinse la prima edizione del Gran premio del Circuito del Savio[6] (Savio è una frazione di Ravenna). In quell'occasione, la madre di Francesco Baracca, contessa Paolina Biancoli, gli consegnò il simbolo che l'aviatore portava sulla carlinga: un cavallino rampante, e gli disse: «Ferrari, metta sulle sue macchine il cavallino rampante del mio figliolo. Le porterà fortuna». A partire dal 1932 questo simbolo apparve sulla carrozzeria delle vetture prodotte da Ferrari.

Nel 1924 Enzo Ferrari vinse la coppa Acerbo a Pescara e, alla fine della stagione sportiva, il pilota dovette troncare ogni attività agonistica a causa di un forte esaurimento nervoso che lo costrinse a ritornare a Modena per lunghe cure. Nel 1929, completamente rimessosi, venne richiamato a Milano per fondare una squadra corse collegata all'Alfa Romeo, destinata a diventare celebre come Scuderia Ferrari.

Ferrari, convinse il grande progettista Vittorio Jano a lasciare la FIAT ed approdare alla Scuderia Ferrari, inseguendo con lui i suoi sogni, allora Enzo gestiva lo sviluppo delle vetture Alfa, e costruì un team di oltre 40 piloti, tra cui Antonio Ascari, Giuseppe Campari e Tazio Nuvolari. Ferrari stesso continuò a correre fino alla nascita, nel 1932, del figlio Alfredo, detto Dino, che morì nel 1956 di distrofia muscolare e per questo volle la nascita del Centro Dino Ferrari per la cura di questa malattia. In seguito ebbe un altro figlio, Piero, nato nel 1944 da Lina Lardi.[7] Ha trascorso una vita riservata e raramente concedeva interviste.
Enzo Ferrari in una delle rare interviste rilasciate, con alle spalle il cavallino rampante, simbolo della Ferrari.
La nascita della Ferrari

La crisi economica nel 1933 portò l'Alfa Romeo a ritirarsi fino al 1937; poco dopo Ferrari si ritirò e creò l'Auto Avio Costruzioni (AAC) con sede a Modena. A causa della guerra, per paura dei bombardamenti, nel 1943 Enzo Ferrari trasferì l'AAC nel suo nuovo stabilimento di Maranello. Dopo la guerra Ferrari creò "La Scuderia Ferrari", la sezione sportiva della casa automobilistica Ferrari, che era esistente fin dal 1930 ma che fu costituita in ragione sociale dal 1947, e che è attualmente la più nota squadra del mondo automobilistico sportivo.

La prima gara disputata nel campionato mondiale fu il Gran Premio di Monaco, il 21 maggio del 1950, mentre la prima vittoria in F1 fu il Gran Premio di Gran Bretagna del 1951 con José Froilán González, sbaragliando lo squadrone Alfa Romeo. Fu la vittoria che segnò il declino dell'Alfa Romeo nel mondo della F1 (che pur vincendo il mondiale 1951 decise di ritirasi per questioni economiche senza portare in gara il rivoluzionario progetto 160) e, contemporaneamente, l'ascesa sportiva della Ferrari, causando al Drake[8] un conflitto di sentimenti, verso la vecchia casa milanese alla quale doveva ogni sua fama e conoscenza in campo automobilistico.
« Quando nel 1951 González su Ferrari, per la prima volta nella storia dei nostri confronti diretti, si lasciò alle spalle la "159" e l'intera squadra dell'Alfa, io piansi di gioia, ma mescolai alle lacrime di entusiasmo anche lacrime di dolore, perché quel giorno pensai: "Io ho ucciso mia madre". »
(Enzo Ferrari, Ferrari 80, Off. Grafiche Arbe, 1981)

Il primo titolo mondiale di F1 giunse nel 1952 con Alberto Ascari (l'Alfa Romeo si era ritirata alla fine del 1951 per concentrare i propri sforzi sulla produzione di auto stradali). La "Scuderia Ferrari" è attiva nel campionato del mondo di Formula 1 fin dalla sua istituzione, e ne ha vinto 15 volte il titolo piloti e 16 volte quello costruttori.

La conversione di Ferrari pilota e direttore di scuderia sportiva in industriale dell'automobile fu stimolata dall'amicizia-competizione con Adolfo Orsi, proprietario della Maserati, e soprattutto con Vittorio Stanguellini, il modenese che alla fine degli anni quaranta dominava i circuiti del mondo con le auto FIAT abilmente modificate. Testimonianze modenesi attestano che Ferrari si sarebbe avvalso dell'esperienza delle officine di Stanguellini usufruendo anche di tecnici dell'amico-avversario.[9]
Enzo Ferrari con Ilario Bandini, 1964

Ferrari fu insignito di molti titoli, ma quello di cui più si vantava era quello di "ingegnere meccanico", datogli ad honorem nel 1960 dall'Università di Bologna. Inoltre, nel 1988 gli fu conferita anche la laurea honoris causa in Fisica dall'Università di Modena e Reggio Emilia.

Nel giugno del 1988 papa Giovanni Paolo II si recò in visita agli stabilimenti di Maranello per incontrarlo. Ferrari però era già troppo malato, i due così ebbero solo una conversazione telefonica, con grande dispiacere di Ferrari che desiderava quell'incontro da tempo.[10] Enzo Ferrari morì il 14 agosto 1988 all'età di novant'anni. La notizia della sua morte, seguendo le sue volontà, fu divulgata solo a esequie avvenute. Il funerale si svolse in forma strettamente privata, senza corteo e alla presenza dei soli amici e parenti più intimi. Ferrari è stato tumulato nel cimitero di San Cataldo, a Modena, accanto alla tomba del figlio Dino. Enzo Ferrari era ateo: cfr. "Motorionline" del 04/05/2011.

Poco meno di un mese dopo, al Gran Premio d'Italia di Formula 1 a Monza, Gerhard Berger e Michele Alboreto con le due Ferrari si piazzarono al primo e al secondo posto. La vittoria fu dedicata alla memoria del Drake.
La casa automobilistica
Exquisite-kfind.png    Per approfondire, vedi Ferrari.
« Spesso mi chiedono quale sia stata la vittoria più importante di un’autovettura della mia fabbrica e io rispondo sempre così: la vittoria più importante sarà la prossima. »
(Enzo Ferrari)

Nel frattempo la Ferrari vendeva vetture sportive per finanziare la partecipazione alla Formula 1 e a eventi come la Mille Miglia e la 24 Ore di Le Mans (che la Scuderia vinse 9 volte, di cui sei di seguito dal 1960 al 1965). Lui partecipò alla gara di Formula 1 nel 1966.

Negli anni sessanta l'azienda fu trasformata in società per azioni. Nel 1969, a fronte di difficoltà finanziarie, Ferrari fu costretto a cedere una quota della sua impresa alla FIAT (dopo aver rifiutato l'offerta Ford) che, inizialmente presente come socio paritario, ne assunse in seguito il controllo (attualmente la Fiat detiene il 90% della Ferrari, il restante 10% è in mano a Piero Ferrari).
Carriera agonistica come pilota automobilistico
« Volevo essere un grande pilota, e non lo sono stato. »
(Enzo Ferrari, intervistato da Enzo Biagi[11])

Nel 1919, all'età di 21 anni, Enzo Ferrari intraprende una carriera agonistica come pilota automobilistico ufficiale della neonata casa automobilistica CMN-Costruzioni Meccaniche Nazionali che lo vedrà in seguito legato all'Alfa Romeo, per un totale di 41 gare in cui avrà alterna fortuna.

Nel 1924 vince la Coppa Acerbo di cui dirà in seguito: "Tra tutte le gare alle quali ho partecipato, ricordo con particolare soddisfazione la mia vittoria a Pescara nel 1924 con una Alfa Romeo RL. Con questa vettura avevo già vinto a Ravenna sulla pista di Savio e a Rovigo sulla pista del Polesine, ma è stato alla Coppa Acerbo che è iniziata la mia fama come pilota. Fui infatti in grado di battere le Mercedes che arrivavano dal successo alla Targa Florio".[12]

Resterà per sempre un mistero, in quanto Ferrari negli anni seguenti non volle mai sollevare il velo su tale episodio, la sua rinuncia al Gran Premio d'Europa del 1924 a Lione, ufficialmente per motivi di salute, in cui avrebbe dovuto confrontarsi con Antonio Ascari, Giuseppe Campari e Louis Wagner, gli altri tre piloti che portavano in gara vetture Alfa Romeo ufficiali. Competizione di rilievo internazionale che gli offriva la possibilità di affermarsi definitivamente come pilota automobilistico e certamente la più importante tra quelle a cui ebbe modo di partecipare. Il 18 luglio 1924 partecipa al primo giorno di prove del Gran Premio d'Europa poi rientra in Italia senza disputare la corsa. Al suo rientro alle competizioni, nel 1927, prese parte solo a gare di rilievo locale.

La sua carriera si concluse nel 1931 con l'arrivo del suo primo figlio Dino Ferrari di cui ebbe a dire: "Quando la vita mi mise di fronte al fatto compiuto, a mio figlio, fui indotto alla meditazione. Mio figlio poteva contare su un modesto benessere, frutto della mia complessa attività. Ma mio figlio aveva il diritto di aspettarsi da me anche altro".

Di seguito sono riportate le competizioni automobilistiche in cui Enzo Ferrari ha gareggiato come pilota e i risultati ottenuti:
Data    Gara    Vettura    Classifica
5 ottobre 1919    Parma - Poggio di Berceto    CMN 15/20 HP    11° assoluto, 4° di categoria
23 novembre 1919    X Targa Florio    CMN 20 HP    9° assoluto
30 maggio 1920    Parma - Poggio di Berceto    Isotta Fraschini 100/110 IM Corsa    3° assoluto, 2° di categoria
13 giugno 1920    Circuito del Mugello    Isotta Fraschini 100/110 IM Corsa    ritirato
20 giugno 1920    Coppa della Consuma    Isotta Fraschini 100/110 IM Corsa    ritirato
24 ottobre 1920    XI Targa Florio    Alfa Romeo 20-40    2° assoluto, 1° di categoria
14 novembre 1920    Chilometro lanciato di Gallarate    Alfa Romeo 40-40 HP    4° assoluto, 1° di categoria
8 maggio 1921    Parma - Poggio di Berceto    Alfa Romeo 20-30 ES Sport    ritirato
29 maggio 1921    XII Targa Florio    Alfa Romeo 20-30 ES Sport    5° assoluto, 2° di categoria
24 luglio 1921    Circuito del Mugello    Alfa Romeo ES Sport    2° assoluto, 1° di categoria
7-15 agosto 1921    Coppa delle Alpi    Alfa Romeo ES Sport    5° assoluto, 2° di categoria
28 agosto 1921    Aosta - Gran San Bernardo    Alfa Romeo ?    5° assoluto, 1° di categoria
7 settembre 1921    Chilometro lanciato di Brescia    Alfa Romeo 40-40 HP    5° assoluto, 4° di categoria
2 aprile 1922    XIII Targa Florio    Alfa Romeo 20-30 ES    16° assoluto, 3° di categoria
11 giugno 1922    Coppa della Consuma    Alfa Romeo 20-30 ES    7° assoluto; 4° di categoria
18 giugno 1922    Circuito del Mugello    Alfa Romeo 20-30 ES    ritirato
30 luglio 1922    Aosta - Gran San Bernardo    Steyr ?    8° assoluto, 2° di categoria
22 ottobre 1922    Gran Premio Autunno (a Monza)    ?    ?
15 aprile 1923    XIV Targa Florio    Alfa Romeo RL Targa Florio    ritirato
10 giugno 1923    Circuito del Mugello    Alfa Romeo RL Targa Florio    ritirato
17 giugno 1923    Circuito del Savio    Alfa Romeo RL Targa Florio    1° assoluto
5-15 agosto 1923    Coppa delle Alpi    Alfa Romeo RL SS    4° assoluto, 1° ex aequo di categoria
16 marzo 1924    Chilometro lanciato di Ginevra    Alfa Romeo RL SS    4° assoluto, 1° di categoria
23 marzo 1924    Coppa Verona (Salita delle Torricelle)    Alfa Romeo RL SS    2° assoluto
25 maggio 1924    Circuito del Savio    Alfa Romeo RL Targa Florio    1° assoluto
1º giugno 1924    Circuito del Polesine    Alfa Romeo RL Targa Florio    1° assoluto
13 luglio 1924    I Coppa Acerbo    Alfa Romeo RL Targa Florio    1° assoluto
3 agosto 1924    Gran Premio d'Europa (a Lione)    Alfa Romeo P2    gara non disputata
nel 1925 e nel 1926 nessuna partecipazione
15 maggio 1927    Circuito di Alessandria    Alfa Romeo RL MM    1° assoluto
5 giugno 1927    Circuito di Modena    Alfa Romeo 6C 1500    1° assoluto
29 aprile 1928    Circuito di Alessandria    Alfa Romeo 6C 1500    1° assoluto
20 maggio 1928    Circuito di Modena    Alfa Romeo 6C 1500 SS con compressore Zagato    1° assoluto
3 giugno 1928    Circuito del Mugello    Alfa Romeo 6C 1500 SS    3° assoluto
21 aprile 1929    Circuito di Alessandria    Alfa Romeo 6C 1750    ritirato
2 giugno 1929    Circuito del Pozzo    Alfa Romeo 6C 1750    5° assoluto, 5° di categoria
9 giugno 1929    Circuito del Mugello    Alfa Romeo 6C 1750    8° assoluto
20 aprile 1930    Circuito di Alessandria    Alfa Romeo 6C 1750 GS    3° assoluto, 3° di categoria
10 agosto 1930    Circuito delle Tre Provincie    Alfa Romeo 6C 1750    ritirato
17 agosto 1930    Circuito di Pescara    Alfa Romeo 6C 1750    ritirato
14 giugno 1931    Bobbio - Passo del Penice    Alfa Romeo 8C 2300 MM    1° assoluto
9 agosto 1931    Circuito delle Tre Provincie    Alfa Romeo 8C 2300 MM    2° assoluto
Museo

A ridosso della casa natale del Drake è stato inaugurato il 10 marzo 2012 il Museo casa Enzo Ferrari. Il progetto ha previsto la realizzazione di una struttura di nuova concezione per l'esposizione di autovetture importanti per la carriera del mito e, all'interno dell'officina del padre Alfredo, è stato realizzato un percorso fatto di filmati, immagini e effetti personali che fanno rivivere la vita di Enzo Ferrari.
Onorificenze
Cavaliere del lavoro - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere del lavoro
   — 21 dicembre 1952[13]
Benemeriti della scuola, della cultura e dell'arte - nastrino per uniforme ordinaria    Benemeriti della scuola, della cultura e dell'arte
   — Roma, 2 giugno 1970[14]
Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria    Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
   — Roma, 25 luglio 1979[15]
Riconoscimenti

    1924: titolo di Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia
    1925: titolo di Ufficiale dell'Ordine della Corona d'Italia
    1927: titolo di Commendatore dell'Ordine della Corona d'Italia
    1960: Laurea honoris causa in Ingegneria Meccanica (Università di Bologna)
    1962: Premio Hammarskjöld (premio dell'ONU per le Scienze Sociali)
    1965: Premio Columbus (Istituto Internazionale delle Comunicazioni)
    1987: Premio Alcide De Gasperi
    1988: Laurea honoris causa in Fisica (Università di Modena e Reggio Emilia)
    1994: International Motorsports Hall of Fame
    2000: Automotive Hall of Fame

Storia

Ingresso della fabbrica della Ferrari
Ferrari 360 GTC
Ferrari 599 GTB Fiorano

La nascita della Ferrari viene talora fatta coincidere con la fondazione, nel 1929 a Modena, della S.A. Scuderia Ferrari, ma la Scuderia non produceva proprie automobili, era soltanto la responsabile della messa a punto di quelle dell'Alfa Romeo, che allora partecipavano a diverse competizioni.

La casa costruttrice nacque ufficialmente il 13 settembre 1939 a Modena, con la fondazione da parte di Enzo Ferrari della Auto Avio Costruzioni. Le sue prime commissioni furono la costruzione di componenti per velivoli e solo a partire dal 1947 la costruzione di autovetture divenne l'attività principale.

La prima autovettura costruita, in soli due esemplari, fu la Auto Avio Costruzioni 815 datata 1940, mentre la seconda, sempre in soli due esemplari, fu la Ferrari 125 S, a causa della seconda guerra mondiale solo nel 1947, e fu guidata da Franco Cortese, primo pilota e collaudatore Ferrari[4]. Quest'ultima vettura è la prima a portare il nome Ferrari, non però per volontà di Enzo Ferrari ma per clausole contrattuali che lo legavano all'Alfa Romeo dove precedentemente era stato direttore del reparto Alfa Corse: clausole che gli impedivano fino al 1942 di utilizzare il proprio nome sulle autovetture da lui allestite.

Nel 1957 la Auto Avio Costruzioni cambiò denominazione in Auto Costruzioni Ferrari per diventare SEFAC (Società Esercizio Fabbriche Automobili e Corse) SpA il 26 maggio 1960 e Ferrari SpA nel 1965. Nel 1969 la Ferrari SpA entrò a far parte del gruppo FIAT[5]. Nel 1988, alla scomparsa di Enzo Ferrari, il pacchetto azionario divenne per il 90% della FIAT mentre la parte restante rimase al figlio Piero Lardi Ferrari, restato anche all'interno del team aziendale come vice presidente. In questo periodo i marchi Ferrari e Scuderia Ferrari iniziarono a essere usati per una vasta gamma di prodotti: capi di abbigliamento, orologi, occhiali, profumi, ecc.

Nel 2006 il 5% delle azioni è stato acquisito da una società finanziaria degli Emirati Arabi Uniti, la Mubadala, società che ha promosso anche la costruzione del Ferrari World ad Abu Dhabi. FIAT è poi ritornata in possesso di questo 5% nel corso del 2010[6].

Il 18 maggio 2012 a Shanghai (Cina) il cavallino rampante ha inaugurato il primo museo Ferrari fuori dai confini Italiani. Al taglio del nastro avvenuto nello Shanghai Italian Center, presenti le istituzioni italiane e cinesi.

Il 10 settembre 2014 viene annunciato dal gruppo Fiat Chrysler Automobiles che Luca Cordero di Montezemolo lascerà su sua richiesta la Presidenza della Ferrari a conclusione del festeggiamento dei 60 anni di Ferrari in America.[7]
Le corse
Exquisite-kfind.png    Per approfondire, vedi Scuderia Ferrari.

La vera passione di Enzo Ferrari, nonostante gli ottimi affari derivanti dalla vendita di autovetture, è stata sempre la corsa. La sua Scuderia era iniziata come uno sponsor indipendente per piloti di varie macchine, ma divenne presto parte del team corse dell'Alfa Romeo. Dopo l'uscita di Enzo Ferrari dall'Alfa, egli iniziò a progettare e produrre vetture per proprio conto; il team Ferrari apparve per la prima volta sulla scena di gran premi europei dopo la fine della seconda guerra mondiale. La prima monoposto costruita dalla Ferrari, la "125", debutta al Gran Premio d'Italia il 5 settembre 1948 a Torino, pilotata dal francese Raymond Sommer che si qualifica terzo alle spalle di Wimille (Alfa Romeo) e Villoresi (Maserati).
Ferrari di Formula 1

La Scuderia aderì al Campionato del mondo di Formula 1 nel primo anno della sua esistenza, il 1950. Fece il suo debutto al Gran Premio di Monaco. José Froilan González diede al team la sua prima vittoria nel Gran Premio di Gran Bretagna del 1951. Alberto Ascari ottenne per la Ferrari il primo titolo di Campione del mondo l'anno successivo.

La Ferrari è, ad oggi, l'unico team ad aver partecipato a tutte le edizioni del Campionato del Mondo di Formula 1 e, soprattutto, quello con il maggior numero di successi: vanta il record di 15 titoli di Campione del mondo piloti (conseguiti nel 1952, 1953, 1956, 1958, 1961, 1964, 1975, 1977, 1979, 2000, 2001, 2002, 2003, 2004, e nel 2007), il record di 16 titoli di Campione del mondo costruttori (1961, 1964, 1975, 1976, 1977, 1979, 1982, 1983, 1999, 2000, 2001, 2002, 2003, 2004, 2007, e nel 2008) ed il record di 221 vittorie in un Gran Premio (aggiornato al giugno 2013).

Tra i piloti famosi che hanno corso per la "Rossa": Tazio Nuvolari, Juan Manuel Fangio, Alberto Ascari, Phil Hill, Mike Hawthorn, John Surtees, Clay Regazzoni, Niki Lauda, Jody Scheckter, Gilles Villeneuve, Didier Pironi, Michele Alboreto, Alain Prost, Nigel Mansell, Ivan Capelli, Michael Schumacher, Gerhard Berger, Jean Alesi, Eddie Irvine, Rubens Barrichello, Felipe Massa, Kimi Räikkönen e Fernando Alonso.

Il 14 gennaio 2007 la Ferrari ha presentato la F2007, la sua 53° monoposto, la prima dopo l'era Schumacher. Il 18 marzo a Melbourne, con Kimi Räikkönen, la Ferrari ha iniziato nel migliore dei modi la stagione 2007 con una vittoria.

Il 21 ottobre a San Paolo la Ferrari si è aggiudicata il suo 15º titolo mondiale piloti con Kimi Räikkönen. Particolare significato ha assunto la vittoria, arrivata in una stagione caratterizzata dallo scandalo Spystory, poiché alla vigilia la situazione in classifica vedeva i due piloti McLaren, Hamilton ed Alonso, precedere il finlandese rispettivamente di 7 e 3 punti. Ma grazie a una doppietta Räikkönen-Massa, e ai problemi accusati da Hamilton durante la corsa, che lo relegarono nelle retrovie, Räikkönen scavalcò i rivali della scuderia anglo-tedesca in classifica, vincendo il titolo con un punto di vantaggio su Hamilton e Alonso. La Ferrari aveva già vinto anche il titolo costruttori, arrivato in Belgio dopo la cancellazione dei punti della McLaren nel campionato marche per la vicenda di spionaggio ai danni della scuderia di Maranello.

Nel 1986 Enzo Ferrari ordinò anche la costruzione di un'autovettura per la partecipazione al campionato di Formula Indy e alla 500 miglia di Indianapolis, in risposta alla FOM, che non accettava alcune richieste di Ferrari per il nuovo Patto della Concordia. Di fronte alla minaccia di vedere la scuderia abbandonare la Formula 1, palesatasi quando apparirono le prime foto della monoposto realizzata per le gare americane, Bernie Ecclestone accettò le richieste di Ferrari, così la vettura non venne mai utilizzata in gara.
Il "Cavallino Rampante"

Il marchio Ferrari, famoso in tutto il mondo, è il Cavallino Rampante nero in campo giallo, con in basso le lettere S F per Scuderia Ferrari, con tre strisce, una verde, una bianca e una rossa, colori nazionali italiani, in alto. Questo è il logo che viene applicato su tutte le auto da competizione direttamente supportate dalla scuderia.
Francesco Baracca

Il Cavallino Rampante, simbolo di coraggio e temerarietà, era originariamente l'emblema personale del Maggiore Francesco Baracca, che l'asso della prima guerra mondiale faceva dipingere sulle fiancate dei suoi velivoli. Sul colore esatto del cavallino di Baracca esiste un piccolo mistero. Sembra infatti accertato che il colore originario del cavallino fosse il rosso, tratto per inversione dallo stemma del 2º Reggimento "Piemonte Reale Cavalleria" di cui l'asso romagnolo faceva parte, e che il più famoso colore nero fu invece adottato in segno di lutto dai suoi compagni di squadriglia solo dopo la morte di Baracca[8].

Il 17 giugno 1923 Enzo Ferrari vinse la prima edizione del Gran premio del Circuito del Savio[9] (Savio è una frazione di Ravenna), e in quell'occasione incontrò la contessa Paolina, madre dell'aviatore lughese. La contessa propose a Ferrari di utilizzare il Cavallino Rampante sulle sue macchine, sostenendo che avrebbe portato fortuna. La prima corsa nella quale l'Alfa permise di utilizzare a Ferrari il cavallino sulle macchine della Scuderia fu la 24 ore di Spa del 1932. L'Alfa, con il simbolo del cavallino rampante, vinse in quell'occasione.

Nel 1945 Ferrari fece ridisegnare un nuovo cavallino rampante da Eligio Gerosa, (1889-1978) giovane incisore milanese ancora oggi ricordato come uno tra i più apprezzati incisori del secolo scorso. Nel progetto ampiamente modificato rispetto al disegno originario (soprattutto nella coda, che nel cavallino di Baracca puntava verso il basso), viene aggiunto lo sfondo giallo canarino, uno dei colori di Modena. Fu sempre Eligio Gerosa che nel 1947 disegnò il logo ufficiale della scuderia con un cavallino più snello e riproporzionato nelle dimensioni che con lo zoccolo sovrasta la barretta allungata della F. Il Cavallino Rampante non è stato utilizzato unicamente dal marchio Ferrari: l'ingegnere Fabio Taglioni, concittadino di Baracca, lo applicò sulle motociclette Ducati tra la fine degli anni cinquanta e l'inizio degli anni sessanta. Il Cavallino Rampante è un marchio registrato della Ferrari.

Nel 2014, per la seconda volta consecutiva, il marchio del cavallino (dicitura Ferrari più logo del cavallino rampante su sfondo giallo quadrato con bande tricolori) viene riconosciuto come brand più influente al mondo in assoluto (superando ancora una volta Coca Cola) secondo l’annuale classifica di Brand-finance. Il riconoscimento viene supportato da tale motivazione: <il Cavallino rampante su sfondo giallo è immediatamente riconoscibile in tutto il mondo anche dove non ci sono ancora le strade. Nel suo paese natale e tra i suoi molti ammiratori in tutto il mondo la Ferrari ispira molto più della lealtà al brand, più di un culto e una devozione quasi religiosa>>[3]. Il marchio Ferrari è anche il 35° di maggior valore al mondo (valutato quattro miliardi di dollari).
Rosso Corsa
Exquisite-kfind.png    Per approfondire, vedi Rosso Corsa.

Fin dagli anni venti, le automobili da corsa italiane erano verniciate di rosso. Questo era il colore consueto per le vetture italiane che gareggiavano in campionati automobilistici, in base ad un provvedimento, preso durante le due guerre mondiali, dall'associazione che in seguito verrà chiamata FIA; nello schema della federazione, tra le altre, le auto francesi erano blu, le tedesche bianche, e le inglesi verdi.

La tonalità del rosso è gradualmente passata dal rosso scuro (famoso come rosso Alfa) ad una tinta notevolmente più accesa, nota come rosso corsa. Tale colorazione è rimasta immutata per le Ferrari di serie, mentre per quelle di Formula 1, dopo l'acquisizione da parte del Gruppo Fiat, ci sono state variazioni di tonalità, di anno in anno più chiare o più scure, assecondando gli interessi degli sponsor.
Vetture

Le autovetture Ferrari, notevoli per lo stile raffinato, opera di illustri progettisti e designer di primo piano del novecento e duemila, hanno stretto negli anni una forte collaborazione stilistica con la Pininfarina. Sono da molto tempo oggetto del desiderio per ricchi di tutto il mondo (tanto che l'azienda ha deciso di limitare la produzione per mantenere l'esclusività[10]), particolarmente negli Stati Uniti dove il marchio ha riscosso molto successo, ma anche nei nuovi mercati dell'Est e dell'Oriente. Altri designer e case che hanno lavorato per Ferrari durante gli anni comprendono Scaglietti, Bertone e Vignale. I motori impiegati nelle autovetture Ferrari sono prevalentemente dei V8 e V12.

Nel luglio 2009 è stata presentata in anteprima la Ferrari 458 Italia, entrata in produzione nel 2010. In seguito sono state presentate la 599 GTO e la SA Aperta, costruita in 80 esemplari per celebrare gli 80 anni di Pininfarina.
Stradali
In produzione

8 cilindri:

    458 Italia (2009)
    458 Spider
    Ferrari 458 Speciale (2013)
    California T (Turbo) (2014)

12 cilindri:

    FF (2011)
    F12berlinetta (2012)
    LaFerrari (2013)

   
Ferrari F12berlinetta.
Tutti i modelli stradali Ferrari
Anno    Modello
1948    166 Inter
1951    195 Inter
1951    212 Inter
1952    342 America
1953    250 Europa
1953    375 America
1954    250 GT
1956    410 Superamerica
1957    250 GT California
1959    250 GT Cabriolet
1960    400 Superamerica
1960    250 GT 2+2
1962    250 GTO
1962    250 GTL
1964    275 GTB
1964    275 GTS
1964    330 GT 2+2
1964    500 Superfast
1966    275 GTB/4
1966    275 GTS/4
1966    330 GTC
1966    330 GTS
1966    365 P Speciale
1966    365 California
1967    365 GT 2+2
1967    Dino 206 GT
1968    365 GTC
1968    365 GTS
1968    365 GTB/4
1969    365 GTS/4
1969    Dino 246 GT
1969    Dino 246 GTS
1971    365 GTC4
1971    365 GT4 BB
1972    246 GTS
1972    365 GT4 2+2
1973    Dino 308 GT4
1975    Dino 208 GT4
1975    308 GTB
   
Anno    Modello
1976    308 GT4
1976    400 Automatic
1976    400 GT
1976    512 BB
1977    308 GTS
1979    400i Automatic
1979    400i GT
1980    208 GTB
1980    208 GTS
1980    308 GTBi
1980    308 GTSi
1980    Mondial 8
1981    512 BBi
1982    208 GTB Turbo
1982    208 GTS Turbo
1982    308 GTB Quattrovalvole
1982    308 GTS Quattrovalvole
1982    Mondial Quattrovalvole
1983    Mondial QV Cabriolet
1984    GTO
1984    Testarossa
1985    328 GTB
1985    328 GTS
1985    412 Automatic
1985    412 GT
1985    Mondial 3.2 GTB
1985    Mondial 3.2 GTS
1986    GTB Turbo
1986    GTS Turbo
1987    F40
1989    348 TB
1989    348 TS
1989    Mondial T
1989    Mondial T Cabriolet
1991    512 TR
1992    456 GT
1992    456 GTA
1993    348 GTB
   
Anno    Modello
1993    348 GTB
1993    348 GTS
1994    F355 Berlinetta
1994    F355 GTS
1994    F355 GTS
1995    F50
1995    F355 Spider
1996    550 Maranello
1997    355 F1 Berlinetta
1997    355 F1 GTS
1997    355 F1 Spider
1998    456M GT
1998    456M GTA
1999    360 Modena
2000    360 Spider
2001    550 Barchetta
2002    575M Maranello
2002    Enzo
2003    360 Challenge Stradale
2004    612 Scaglietti
2004    F430
2005    F430 Spider
2005    575 Superamerica
2007    599 GTB Fiorano
2007    612 Scaglietti "Sessanta"
2008    F430 Scuderia
2008    California
2008    Scuderia Spider 16M
2009    458 Italia
2010    599 GTO
2010    SA Aperta
2011    FF
2011    599 GTB Fiorano HGTE
2011    458 Spider
2012    F12berlinetta
2012    458 20th Anniversary Special Edition
2013    LaFerrari
2013    458 Speciale
2014    California T
2014    458 Speciale A
Da competizione ed utilizzo esclusivo in pista
In produzione
F1

    Ferrari F14 T (2014)

Altre competizioni

    458 GT2 (2011)
    458 GT3 (2011)
    458 Challenge (2011)
    458 Grand AM (2012)

Fuori produzione
F1, F2 ed altre monoposto

    Ferrari 125 C (1947)
    Ferrari 159 C (1947)
    Ferrari 166 FL (1949)
    Ferrari 125 F1 (1950)
    Ferrari 166 F2 (1950)
    Ferrari 275 F1 (1950)
    Ferrari 340 F1 (1950)
    Ferrari 375 F1 (1950, 1951)
    Ferrari 212 F1 (1951, 1952)
    Ferrari 500 F2 (1951, 1952, 1953) 2P nel 1952 e nel 1953
    Ferrari 375 Indy (1952) P
    Ferrari 166 C (1953) P
    Ferrari 553 F2 (1953)
    Ferrari 553 F1 (1953-1954)
    Ferrari 625 F1 (1954-1955)
    Ferrari 555 F1 (1955-1956) P nel 1956
    Ferrari D50 (1955, 1956, 1957) P nel 1956
    Ferrari 801 F1 (1957)
    Ferrari Dino 156 F2 (1957)
    Ferrari 326 MI (1958)
    Ferrari 412 MI (1958)
    Ferrari 246 F1 (1958) P
    Ferrari 256 F1 (1959)
    Ferrari 246 P (1960)
    Ferrari 156 P (1960)
    Ferrari 156 F2 (1960)
    Ferrari 156 F1 (1961, 1962) PC nel 1961
    Ferrari 156 F1-63 (1963, 1964)
    Ferrari 158 F1 (1964, 1965) PC nel 1964
    Ferrari 512 F1 (1965, 1966)
    Ferrari 246 F1-66 (1966)
    Ferrari Dino 166 F2 (1967)
    Ferrari 312 F1 (1966, 1967, 1968, 1969)
    Ferrari Dino 246 Tasmania (1968)
    Ferrari 312 B (1970, 1971, 1972)
    Ferrari 312 B2 (1971, 1972, 1973)
    Ferrari 312 B3 (1973)
    Ferrari 312 B3-74 (1974, 1975)
    Ferrari 312 T (1975, 1976) PC nel 1975
    Ferrari 312 T2 (1976, 1977, 1978) C nel 1976, PC nel 1977
    Ferrari 312 T3 (1978)
    Ferrari 312 T4 (1979) PC
    Ferrari 312 T5 (1980)
    Ferrari 126 CK (1981)
    Ferrari 126 CX (1981)
    Ferrari 126 C2 (1982) C
    Ferrari 126 C2B (1983) C
    Ferrari 126 C3 (1983) C
    Ferrari 126 C4 (1984)
    Ferrari 156-85 (1985)
    Ferrari F1-86 (1986)
    Ferrari F1-87 (1987)
    Ferrari F1-87/88C (1988)
    Ferrari 639 (Vettura Laboratorio) (1989)
    Ferrari 640 F1 (F1-89) (1989)
    Ferrari 641/1 F1 (F1-90) (1990)
    Ferrari 641/2 F1 (F1-90) (1990)
    Ferrari 642 (F1-91) (1991)
    Ferrari 643 (F1-91) (1991)
    Ferrari F92 A (1992)
    Ferrari F92 AT (1992)
    Ferrari F93 A (1993)
    Ferrari 412 T1 (1994)
    Ferrari 412 T1B (1994)
    Ferrari 412 T2 (1995)
    Ferrari F310 (1996)
    Ferrari F310B (1997)
    Ferrari F300 (1998)
    Ferrari F399 (1999) C
    Ferrari F1-2000 (2000) PC
    Ferrari F2001 (2001) PC
    Ferrari F2002 (2002) PC
    Ferrari F2003GA (2003) PC
    Ferrari F2004 (2004) PC
    Ferrari F2004M (2005)
    Ferrari F2005 (2005)
    Ferrari 248 F1 (2006)
    Ferrari F2007 (2007) PC
    Ferrari F2008 (2008) C
    Ferrari F60 (2009)
    Ferrari F10 (2010)
    Ferrari 150º Italia (2011)
    Ferrari F2012 (2012)
    Ferrari F138 (2013)

("P" indica che la vettura ha vinto il Titolo mondiale Piloti, "C" che ha vinto quello Costruttori.)
XX Programmes

    Ferrari FXX (2005)
    599XX

Altre competizioni
Anno    Modello
1947    125 S
1947    159 S
1947    166 SC
1948    166 S
1948    166 Inter Sport
1948    166 Inter Corsa
1948    166 MM
1950    195 S
1950    275 S
1950    340 America
1951    212 Export
1952    225 S
1952    250 S
1952    340 Mexico
1952    Ferrari 375 Indy
1953    250 MM
1953    340 MM
1953    375 MM
1953    625 TF
1953    500 Mondial
1953    735 S
1954    750 Monza
1954    250 Monza
1954    375 Plus
1955    376 S
1955    735 LM
1955    857 S
1956    500 TR
1956    625 LM
1956    860 Monza
1956    410 S
1956    290 MM
1956    250 GT Berlinetta TDF
1957    500 TRC
1957    290 S
1957    315 S
1957    335 S
1957    250 Testa Rossa
1958    Dino 196 S
1958    Dino 296 S
1958    312 S
1958    412 S
1958    412 MI
1959    250 GT Berlinetta passo corto
1960    Dino 246 S
1961    246 SP
1962    196 SP
1962    286 SP
1962    248 SP
1962    268 SP
1962    250 GTO
   
Anno    Modello
1962    330 LM
1962    330 TR
1963    250 P
1963    330 P
1963    250 LM
1964    275 P
1965    275 GTB Competizione
1965    275 P2
1965    330 P2
1965    365 P2
1965    Dino 166 P
1965    Dino 206 SP
1966    Dino 206 S
1966    365 P2/3
1966    330 P3
1967    330 P4
1967    412 P
1967    350 Can Am
1968    612 Can Am
1969    212 E
1969    312 P
1970    512 S
1970    512 M
1971    312 PB
1971    712 Can Am
1971    365 GTB4 Competizione
1978    512 BB LM
1988    F40 LM
1989    F40 Competizione
1993    348 Challenge
1994    333 SP
1994    F40 GTE
1995    F355 Challenge
1996    F50 GT
1999    550 GT
2000    360 Challenge
2001    550 GTS
2002    360 GT
2003    575 GTC
2003    550 GTO
2004    360 GTC
2005    FXX
2006    F430 Challenge
2006    F430 GTC
2006    F430 GT3
2008    F430 Scuderia GT3
   
Ferrari 250 Testa Rossa del 1958
Ferrari 250 GTO del 1962
Ferrari 250 Le Mans del 1964
Una Ferrari 333 SP
Prototipi
Il Ferrari Store a Milano

    Modulo (1970)
    Pinin Concept (1980)
    Cart (1986)
    408 4RM (1987-1988)
    Mythos (1989)
    F.Z.93 (1993)
    Rossa Concept (2000)
    GG50 (2005)
    Millechili (2007)
    F430 Spider Biofuel (2008)
    599 HY-KERS (2010)
    Pininfarina Sergio (2013)

One-off

    FX (1995)
    P4/5 (2006)
    SP1 (2008)
    P540 Superfast Aperta (2009)
    Superamerica 45 (2011)
    SP12 EC (2012)
    V12 TRS (2014)
« Ultima modifica: Settembre 30, 2014, 07:30:29 pm da Dariofast »
Quando il Cuore Pulsa ad ogni Battito del Motore, L'Adrenalina spinge l'acceleratore e il cervello tiene gli occhi sull'asfalto.



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