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Dariofast

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La storia del logo Abarth
« il: Settembre 27, 2017, 09:04:32 pm »
La storia del logo Abarth



Abarth, fondata nel 1949 dall'ingegner Karl Abarth, è una casa automobilistica italiana. Il successo
dell'azienda dell'italo
-
austriaco si deve soprattutto alle marmitte omonime, prodotte per un gran numero di
vetture, oltre
alle Fiat anche Alfa Romeo, Lancia, Simca e Porsche. Attualmente l'azienda è una società
controllata al 100% dalla Fiat Group Automobiles.Rilanciata nel 2007, con il nome Abarth & C. SpA,
l'azienda si occupa della produzione e commercializzazione di versio
ni sportive ed elaborazioni di vetture
FIAT con il marchio Abarth.

L'azienda

Il logo aziendale fu fin dall'inizio uno Scorpione, dal segno zodiacale del fondatore
, e cominciò ad ornare ben presto delle autovetture da competizione, le prime delle quali asse
mblate partendo da telai acquisiti dal fallimento di una storica casa automobilistica, la Cisitalia. L'azienda rimase indipendente fino al
1971, anno in cui venne acquistata dalla Fiat e da quel momento rimase come denominazione delle versioni
maggiormente sportive di vari marchi del gruppo, oltre che della capofila anche dell'Autobianchi. La
collaborazione avvenne anche a livello progettuale con la Lancia, per la quale, in collaborazione anche con
Pininfarina, venne ad esempio concepita la Lancia Rally 037.

L'inizio

Nel dopoguerra, si era affacciata la Cisitalia, che si avvaleva dell'esperienza di un giovane elaboratore,
mutuato direttamente dall'azienda motociclistica Motor Thun, dove si fece conoscere anche come pilota,
Carlo Abarth. Dopo il fallimento della Cisitalia, Abarth riutilizzò alcune auto che ebbe come saldo. Ma il vero
successo iniziò con un accessorio che avrà molta popolarità: la Marmitta Abarth, inizialmente solo per la
Topolino, che riusciva ad aggiungere alla piccola utilitaria un suono aggressivo, oltre ad un piccolo aumento
di potenza. Tuttavia l'auto era un'utopia, fino all'arrivo della proletaria Fiat 600, che diede ad Abarth un ottimo
trampolino per far conoscere la sua innata abilità di elaboratore.

Le prime trasformazioni in "Derivazione" Abarth, come lui stesso amava definirsi, era un creatore di auto "elaborate non preparate". Ed infatti il suo
primo passo verso la gloria fu una cassetta di trasformazione Abarth per la Fiat 600. Questa idea gli venne quando presentò alla stampa la p
rima auto della sua casa automobilistica in serie, la "Fiat 600 derivazione Abarth 750". Come si deduce dal nome il primario intervento fu effettuato sulla cilindrata, ma mantenendo impostazione meccanica e componenti principali in comune con la berlina di serie, anche il telaio, per esempio, che nella versione speciale aerodinamica carrozzata Pininfarina, stabilì parecchi record internazionali, aumentando la fama che la casa dello Scorpione era riuscita a costruirsi.

La Abarth oggi

Nel 2007 Fiat Group rilancia il leggendario marchio sportivo, che diventa il quarto brand del gruppo; le sue
vetture saranno vendute solo in 26 concessionarie scelte. La Abarth Grande Punto, uscita in autunno in due
versioni da 155 e 180cv (con kit "esseesse"), è la prima ad aprire le danze per il rinato scorpione, seguita,
nel 2008, dalla Abarth 500, che, (anch'essa con relativo kit "SS") può essere potenziata da una versione a
135cv a una da 160cv. Nel giugno del 2009 viene invece lanciata la Grande Punto Abarth Supersport.

Caratteristiche base di questa versione, sono il kit "esseesse" già installato dalla casa madre con il motore
potenziato fino a 180cv e gli interni sportivi con sedili Abarth by Sabelt. Si approfitta del lancio di questa
versione per riproporre tra i coloridisponibili lo specifico tono di grigio denominato Grigio Campovolo, già
appannaggio delle vecchie Abarth.

Interessante è la nuova politica adottata dalla Abarth riguardo ai componenti "avanzati" dopo aver portato
una Abarth in una delle concessionarie per installarvi il kit "esseesse": infatti le concessionarie autorizzate
Abarth sono anche delle vere e proprie officine dove si può, in caso si sia in possesso di una Abarth,
aumentare ancora di più le prestazioni tramite l'installazione di un kit. Tale passaggio può prevedere anche
installazioni di elementi quali cerchi da 18 pollici, molle ribassate, freni maggiorati e (come optional) anche
elementi estetici quali sedili racing, copripedali specifici, poggiapiede in alluminio, ecc.).

La rete Abarth

La rete commerciale vanta 26 concessionarie in Italia. Al salone dell'automobile di Ginevra verranno svelati i
piani dettagliati, ma in occasione dell'inaugurazione della nuova sede Abarth nell'officina 83 di Mirafiori,
Antonino Labate (Responsabile business operations) ha dichiarato ufficiosamente che l'obiettivo è di circa 70
concessionarie in Europa entro la fine del 2008 (di cui 5 in Svizzera), e che molta attenzione verrà data alla
Germania (per la sua forte predisposizione alla sportività), al Belgio ed ai Paesi Bassi (dove il Made in Italyin campo automobilistico è ancora molto forte).
La Abarth Driving School [modifica]La Abarth Driving School è una scuola di guida sportiva Abarth ufficiale,
nata dalla collaborazione fra l'azienda automobilistica e uno deipiù celebri campioni di rally, il cavarzerano
Sandro Munari. La scuola ha sede presso il circuito di prova di Fiat Group di Balocco, in provincia di Vercelli.
L'iniziativa nasce con l'intento di offrire la possibilità di apprendere tecniche di guida con una particolare
attenzione alla sicurezza, e all'uso ottimale delle vetture sportive. Il corso di apprendimento consiste in
lezioni sia teoriche che pratiche con relativo test finale conclusivo, strutturato con una sfida fra i partecipanti
per verificare le conoscenze acquisite.

Le autovetture

Particolarmente famose sono le Abarth derivate dalla Fiat 600, la prima di queste fu la Fiat
-
Abarth 750 che entrò in produzione nel 1956; per questo modello venne messo in vendita anche un kit di trasformazione per
gli automobilisti amanti del "fai da te".

Furono inoltre importanti anche i popolari kit di trasformazione Abarth per la vecchia Fiat 500, che la
rendevano più aggressiva e sportiva, senza limitarne la circolazione alla sola "pista": nel 1963 fu presentata
la 595 Abarth, prodotta prima su base Fiat 500 D e poi su Fiat 500 F sino alla fine del 1971, mentre nel 1964
venne invece presentata la Fiat Abarth 595 SS. Nello stesso anno furono presentate anche la Fiat Abarth
695 e la Fiat Abarth 695 SS, entrambe con una cilindrata totale di 689 cm3. Le parti speciali caratterizzanti le
versioni elaborate da Abarth erano composte da cruscotto (con strumentazione specifica provvista di
tachimetro, contachilometri, contagiri, indicatore livello benzina e indicatore temperatura olio), volante a 3
razze, carburatore doppio corpo Solex C 28 PBJ montato su apposito alloggiamento in alluminio, coppa olio
in alluminio, sistema di aspirazione e scarico dei gas specifici, ecc. Da menzionare anche il fatto che su
queste versioni il portellone posteriore, che chiudeva il motore posto nel retro della vettura, veniva rialzato
con dei fermi per aumentare il raffreddamento del motore stesso e quindi la sua efficienza.
Alla fine del 1960 la Abarth iniziò a costruire la Abarth 850 TC (Turismo Competizione), la cui versione
stradale rimase in produzione fino al 1966. La Fiat forniva le 600 prive di alcune parti meccaniche, (albero
motore, freni, carburatore e scarichi) che venivano montate dalla Abarth trasformando la 600 in 850 TC.

Nel corso del 1962, furono realizzate due varianti della 850:
la TC Nürburgring, il cui motore forniva 55 cavalli CUNA a 6500 giri/minuto. Questa versione fu costruita per
ricordare la vittoria di classe ottenuta, nel 1961, da un'Abarth 850 alla 500 Chilometri del
Nürburgring;
la TC/SS, il cui motore dava 57 cavalli CUNA a 6500 giri/minuto. Verso la fine del 1962, questa versione fu ribattezzata "850 TC Nürburgring Corsa".
Sempre nel 1962, la 850 fu affiancata dalla FIAT
-
Abarth 1000, che era anch'essa derivata dalla FIAT 600, ma aveva il motore di 982 cm3, con 60 cavalli CUNA.

Non vanno dimenticate le versioni più sportive della FIAT
-
Abarth 1000 ovvero la TC [anche se la sigla
Turismo
-
Corse non venne mai adottata dalla casa] con 85 CV di potenza e la TCR con testata
radiale in grado di raggiungere i 115 CV. Con queste versioni la Abarth portava una grande serie di primizie nelle auto
di piccola dimensione, ovvero i freni a disco su tutte e quattro le ruote, cambio a 5 marce e sospensioni a
molla e ammortizzatore in quanto le balestre della 600 non erano in grado di fornire un'adeguata tenuta di
strada.

Un'altra versione da ricordare della 850 è la TC gruppo 5, realizzata nel 1968 per le gare. Il suo motore aveva le valvole radiali e forniva 93 cavalli.
La Abarth produsse molti dei modelli Fiat ed anche dei modelli Autobianchi (A112 Abarth) in versione
sportiva.

Le sigle "esse" ed "esseesse" [modifica]Le versioni speciali dei modelli Abarth si sono sempre distinte fra "esse" (Sport) ed "esseesse" (SuperSport). Le differ
enze fra le due versioni sono sempre state più particolarmente meccaniche anziché estetiche, tradizione ripresa anche oggi per i nuovi modelli del gruppo
su base Fiat.
Quando il Cuore Pulsa ad ogni Battito del Motore, L'Adrenalina spinge l'acceleratore e il cervello tiene gli occhi sull'asfalto.



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