Ferrari SF21: tutti i segreti del nuovo Cavallino degli ambiziosi Leclerc e Sainz

Come una regina, è stata l’ultima a presentarsi. Ieri, mentre la squadra era già in Bahrein dove da domani si disputerà la prima giornata di test invernali, la Ferrari ha svelato la SF21. La monoposto magari non proprio della rivincita, ma che avrà l’obbligo di far dimenticare la disastrosa stagione 2020 in cui il Cavallino ha subito l’onta di sprofondare nella seconda parte della classifica. La Rossa, non c’è dubbio, da ferma è sempre la più bella. Ammirata da tutti. Lo era anche quella dello scorso anno che poi si è dimostrata incapace di galoppare. Dall’atteggiamento della squadra, dai volti tranquilli e distesi, dal profilo necessariamente abbottonato, si ha l’impressione che nella giostra che scatterà a fine mese nel Golfo probabilmente non sarà così.

E la Scuderia avrà le possibilità di giocarsi il podio sempre. Certo, mettere il sale sulla coda alla Red Bull di Verstappen e, soprattutto, alla Freccia Nera di sua maestà Hamilton può essere un’impresa proibitiva in così poco tempo visto il vantaggio che avevano. La prima cosa del nuovo gioiello che salta all’occhio è la livrea. Colori forti per un senso di cambiamento e tinte che ricordano la tradizione gloriosa che bisogna difendere. In più, in onore dello sponsor ci sono delle finiture di verde speranza che danno un abbozzo tricolore. La parte posteriore è amaranto come la primissima 125 S degli anni Quaranta e come le F1 che lo scorso anno hanno festeggiato il millesimo GP al Mugello.

All’altezza dell’abitacolo, il rosso cambia, diventa più “contemporaneo”. Il telaio, per regolamento, è rimasto più o meno quello dello scorso anno anche perché i team sono già al lavoro sui bolidi del 2022 che invece saranno completamente diversi con il ritorno dell’effetto suolo e le gomme Pirelli da 18 pollici al posto di quelle da 13 sulla scena da diversi decenni. La parte dove i tecnici hanno lavorato di più è quella dietro. Tutti gli sforzi sono stati concentrati a ridurre gli ingombri per rendere più rastremata la parte che si stringe verso il retrotreno per recuperare parte del carico aerodinamico perso con le nuove regole. Sono stati ridisegnati e miniaturizzati il cambio a otto marce e il differenziale spostato più in alto.

Grande attenzione è stata riservata all’ottimizzazione del rendimento delle gomme che quest’anno sfoggiano una carcassa più rigida. Si sa quanto siano importanti gli pneumatici sulle monoposto moderne. Mandarli rapidamente in temperatura ed ampliare il più possibile le finestre di utilizzo influisce sulla strategie di gara e consente di lottare per la pole nel 2020 quasi monopolizzata dalla Mercedes. La vera novità è però il motore, riprogettato quasi da un foglio bianco dal gruppo diretto dall’ingegner Enrico Gualtieri. Si dovrebbe così chiudere definitamente la vicenda con la Federazione che, specificando l’interpretazione delle regole, aveva costretto il Cavallino a cambiare in corsa e a disputare l’intera stagione con deficit di cavalli che ha penalizzato sia la velocità di punta che il carico da spremere col le ali.

Sembra siano stati raggiunti notevoli risultati in un area in cui la Ferrari ha l’esperienza più radicata. Migliorata l’efficienza generale e il rendimento della parte termica; rivisto anche il gruppo turbo compressore. La SF21 già oggi farà dei giri nel deserto per “consumare” i cento chilometri riservati alle foto e ai filmati, poi da domani si farà sul serio per tre gironi. «Onoreremo il nome del nostro fondatore, la difficoltà recenti ci hanno reso più forti», ha tuonato il presidente John Elkann. Per Mattia Binotto una stagione nella quale non si può sbagliare: «Abbiamo cercato di migliorare in tutte le aree, ovunque fosse possibile, l’aerodinamica rivista, una power unit completamente nuova. È il momento di tante sfide: ripartiamo visivamente dalla nostra storia ma ci proiettiamo al futuro, sempre contraddistinto dal nostro rosso Ferrari».

FONTE: ilmessaggero.it

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